La Garfagnana

Hotel in Garfagnana

TURISMO: LA GARFAGNANA
La Garfagnana

La Garfagnana è nella provincia di Lucca e si trova nell’angolo nord-occidentale della Toscana, occupa l’alta Valle del fiume Serchio e separa le Alpi Apuane dall’Appennino Tosco Emiliano.

La storia, le tradizioni e il suo vasto perimetro comprendente territori ancora incontaminati, fanno da la Grafagnana un vero e proprio paradiso per gli escursionisti. Situato nella mezza e alta Valle del Serchio, circondata dalle Apuane e dagli Appennini. Questa zona nei secoli fu soggetta ai vescovi di Lucca e di Luni.

Dal 1429 gran parte del territorio fu sotto il potere degli Estensi, i quali nominarono il poeta Ludovico Ariosto loro governatore.

ponte del diavolo
La leggenda del "Ponte della Maddalena" o "Ponte del Diavolo"

Il ponte è comunemente chiamato "del Diavolo" in forza di una leggenda popolare della zona, rinforzata dall'aspetto scombinato del ponte: un capo muratore aveva iniziato a costruirlo ma ben presto si accorse che non sarebbe riuscito a completare l'opera per il giorno fissato e preso dalla paura delle possibili conseguenze si rivolse al Maligno chiedendo aiuto al fine di terminare il lavoro.

Il Diavolo accettò di completare il ponte in una notte in cambio dell'anima del primo passante che lo avesse attraversato. Il patto fu siglato ma il costruttore, pieno di rimorso, si confessò con un religioso della zona che gli consigliò di far attraversare il ponte per primo ad un porco. Il Diavolo fu così beffato e scomparve nelle acque del fiume.

 
Per i nostri ospiti abbiamo individuato 2 itinerari per scoprire le principali bellezze nascoste.  

ITINERARIO 1 : Eremo di Calomini - Grotte del Vento

 
ITINERARIO 2 : Orrido di Botri - Prato Fiorito  
Itinerario 1 - Eremo di Calomini e Grotta del Vento

A circa 1 ora di auto dall' Hotel nel cuore della Garfagnana si trova la Grotta del Vento.
La Grotta del Vento, visitabile tutti i giorni con percorsi guidati,  è ubicata in una delle zone più pittoresche delle Alpi Apuane. La grande varietà di aspetti e la vastissima fenomenologia, fanno di questa grotta una vera enciclopedia naturale di speleologia e morfologia carsica profonda, i cui aspetti vengono illustrati con precisione e competenza dalle guide.
Percorrendo comodi sentieri, si possono osservare tutte le manifestazioni evolutive della grotta, dalle piccole fessurazioni che ne sono all'origine ai grandi abissi verticali, dalle spoglie condotte appena scavate dall'acqua alle antiche gallerie fossili, tutte decorate da splendide stalattiti policrome, esili drappeggi traslucidi, candide colate e guglie stalagmitiche. L'acqua, assente in superficie, abbonda in tutta la grotta, dove si incontrano fiumi sotterranei, cascate, sifoni, laghetti e pozze di traboccamento. Le concrezioni sono tutte vive, cioè in accrescimento, sempre percorse da un velo d'acqua che ravviva i colori esaltandone la bellezza.
Sulla stessa strada, prima di giungere alla grotta si vede sotto un costone roccioso l'Eremo di Calomini.
La chiesa dell'eremo è stata costruita rasente alla facciata del monte, anzi più di mezza , con la sagrestia e quasi tutto il convento, resta dentro uno scavo ricavato dentro la montagna.

Secondo una tradizione, nel luogo dove tutt'oggi scaturisce dalle rocce uno zampillo d'acqua purissima, l'immagine della madonna, che si venera nel santuario, si rivelò ad una pastorella di Calomini.
Subito la fama della santa si sparse nei vicini villaggi facendo crescere tra quei popoli il desiderio di farle onore.

Dal 1941 la custodia del santuario è affidata ai Padri cappuccini di Lucca i quali, nella persona di un confratello, provvedono a conservare ciò che una pura devozione a Maria ha voluto che sorgesse su questo dirupo.
All'interno del convento si trova un punto di ristoro con un piccolo spaccio di prodotti tipici locali.
Durante il tragitto, sulla Strada Statale dell'Abetone si trova il suggestivo Ponte del Diavolo, una breve sosta è d'obbligo

grotte del vento
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calomini eremo calomini grotte del vento grotte del vento
Calomini L'Eremo Calomini Grotte del Vento Scorcio di Garfagnana
Itinerario 2 - Orrido di Botri - Prato Fiorito
A circa un ora e mezzo di auto dall'Hotel passando per Bagni di Lucca si trova la via d'accesso all' Orrido di Botri
L’Orrido di Botri è una spettacolare gola calcarea scavata nel corso del tempo dallo scorrere delle acque dei torrenti Mariana e Ribellino, che si congiungono formando il Rio Pelago.
Nel periodo estivo, quando la portata delle acque è minore e la temperatura un po’ più mite, è possibile risalirne il tratto finale, da Ponte a Gaio fino al Pozzo del Diavolo.
Al suo interno la vegetazione è distribuita secondo una stratificazione verticale, con i livelli più umidi e freddi alla base dove predominano i muschi e le felci, sostituiti mano a mano che si sale verso l’alto dai livelli più temperati, dove si incontrano piante di aquilegia e silene in mezzo ad estese faggete.
Grazie alla sua integrità, il territorio dell'Orrido di Botri è anche ambiente ottimale per numerose specie animali, prima fra tutte l'aquila reale (Aquila chrysaetos), che qui ancora nidifica, oltre a moltissime altre specie di rapaci.
Le visite all'interno dell'orrido, obbligatoriamente accompagnate da guide autorizzate, si snodano lungo due itinerari di diversa difficoltà, percorribili solo nel periodo estivo.
Le visite guidate partono da Ponte a Gaio, unico accesso all'orrido, sede del centro di accoglienza e punto di ristoro, dove, oltre all'acquisto di pubblicazioni, guide sull'oasi e prodotti tipici, è possibile degustare i piatti della ricca tradizione culinaria locale. Sulla stessa strada si trovano le indicazioni per Monte Prato Fiorito l'inizio del sentiero che sale fino alla vetta è segnalato da un grosso crocifisso e sullo sfondo la mole del Prato Fiorito.

Il sentiero sale  inerpicandosi lungo le pendici del Prato Fiorito (m.1297), monte del tutto privo di vegetazione  che in primavera offre il meglio di sé con i suoi prati completamente ricoperti di fiori. Dalla vetta del monte si gode un panorama bellissimo che spazia dall'Appennino Tosco - Emiliano alle Alpi Apuane. Il percorso è adatto a tutti, in primavera è consigliata la macchina fotografica per immortalare gli innumerevoli colori della natura.

orrido di botri
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Orrido di Botri Orrido di Botri Prato Fiorito Prato fiorito
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